Cascina Macondo

Cascina Macondo

Foto di Enrica Zorgniotti, Luciana Bruno e Antonella Mondo

Attività gestita da Antonella Mondo

 Il 10 maggio, le classi 1°a e 1°b con le professoresse Mondo, Bruno, Zorgniotti e Torre sono andati a fare un viaggio di istruzione a Cascina Macondo a Riva presso Chieri (TO).

 

 Sono partiti dalla scuola secondaria di Montegrosso d’Asti alle 8:00 con il pullman.

 Alle 9:00 sono arrivati alla meta e sono stati accolti da Pietro Tartamella e Anna.

 I ragazzi, durante la giornata, si sono cimentati  nella scrittura creativa e nella creazione degli Haiku.

 I ragazzi hanno descritto Pietro e i suoi particolari modi di fare: sguardo penetrante, voce calda, calma e pronuncia corretta delle parole.

 Pietro, inoltre,  ha una barba lunga che lo fa sembrare molto saggio, i suoi occhi, infatti,  fissano quelli dei ragazzi  invitandoli  a stare attenti e a riflettere.La sua particolare caratteristica è però la voce: indimenticabile.”

 I ragazzi hanno imparato cos’è un Haiku e come fare una scrittura creativa attraverso il Cut-Up.

 Esempi di Haiku             

 -          Se ne va la primavera

 tremando sull’erba

 dei campi

 (Kobayshi Issa)

 

-          Mordo la mela

 e subito me ne accorgo:

 c’è mezzo verme!

 (Pietro Tartamella).

 Le classi sono tornate dalla gita alle 17:00 felici dell’esperienza vissuta.

 

 LISA E AURORA


 Foto di gruppo

 “La tartaruga direbbe dei campi più della lepre”: questa citazione è stata pronunciata con voce calma e calda da Pietro Tartamella, la guida che ci ha accompagnato durante la giornata.

Il 10 maggio, verso le otto del mattino, con il pulman, noi ragazzi della 1°A e delle 1°B con le professoresse Mondo, Torre, Bruno e Zorgniotti, siamo partiti dal cortile della scuola di Montegrosso per un viaggio di istruzione a Cascina Macondo, presso Chieri.

Era un luogo molto particolare, in campagna, con tanti oggetti di terracotta riguardanti la popolazione degli indiani.

La professoressa Mondo, esperta del luogo, ci ha portato a Cascina Macondo per conoscere l’haiku, un particolare componimento poetico in diciassette sillabe in tre versi, e la scrittura creativa con i materiali ( riviste, giornali…)che avevamo portato.

Tutti, insieme alle professoresse, abbiamo imparato che cos’è un haiku e come realizzare un Cut-up ( taglia – seleziona e incolla) .

 Abbiamo sperimentato, inoltre,   l’importanza dell’osservare, dell’ascoltare, del silenzio e del selezionare le parole essenziali per  esprimere il nostro pensiero.

 Il viaggio è stato molto divertente; c’era il sole ed eravamo all’aperto.

Siamo tornati a scuola nel tardo pomeriggio ricchi di una grande esperienza: nessuno di noi dimenticherà gli insegnamenti acquisiti in questa giornata.

Speriamo di tornarci molto presto magari perfezionando la  lettura espressiva ad alta voce.

 VALENTINA E  JESSY


Cascina Macondo  

I suoi occhi fissavano attentamente i nostri mentre, la voce calda, calma, scandiva bene le poche parole degli HAIKU.

Questo avveniva il 10 maggio 2018  in gita a Cascina Macondo, Riva presso Chieri.(TO) C’erano la 1°a, noi, la 1°b e le quattro professoresse: Mondo Antonella, Torre Lucia, Bruno Luciana e Zorgniotti Enrica. Siamo giunti in quella localita’ in pullman alle ore 8:00.       

 Lo scopo di questo viaggio di istruzione  era quello di insegnarci a comporre un Haiku e un Cut-Up.

Il termine “haiku” è giapponese e significa “un’ esplosione di luce”. È una poesia composta da tre versi e diciassette sillabe- more- : 5 sul primo verso, 7 sul secondo e di nuovo 5 sul terzo. Gli Haiku si riferiscono spesso alla natura, al modo di vivere, ai sentimenti e riguardano esperienze reali vissute.

 Un Haiku, inoltre,  deve per forza contenere un KIGO, cioè un termine che faccia capire in che stagione è ambientata la poesia. Quando questa  non contiene il Kigo si dice “senriù”.

 Il Cut-up , invece, è un laboratorio, molto interessante e istruttivo, che insegna a non sottovalutare l’importanza dell’attenzione anche in compiti semplici e veloci. A illustrarci tutte queste cose, sono stati i proprietari della cascina: Pietro Tartamella, conosciuto per i suoi libri, e Anna.

Pietro ci leggeva gli Haiku con voce lenta, sicura e, come già spiegato all’inizio, calda e calma.

Il suo mento era ricoperto dalla barba lunga che gli conferiva un’ aria saggia.

In questa gita abbiamo imparato l’importanza di ascoltare, di osservare, del silenzio, del selezionare le cose essenziali per esprimere al meglio  le nostre opinioni. È stato divertente, istruttivo, bello e, a dire il vero, non avevamo mai sentito così tanto  silenzio!

Un aspetto per   noi significativo è una citazione di Pietro:

 “La tartaruga direbbe più cose sui campi, di quante ne possa dire la lepre”;                                                                                                                                                 significa che la tartaruga va piano, ma vede bene tutti i particolari, la lepre, che va veloce no.    

 

 Roberta Presotto, Irene Pizzimenti     

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