Latino, lingua viva

Il prof. E. Cico presenta agli alunni delle classi terze la sua scuola

Il discorso sulle lingue antiche ha avuto il suo inizio alla S. M. "Filippo Carretto" di Montegrosso con l'incontro del prof. Enrico Cico, docente presso il Liceo Classico "Vittorio Alfieri" di Asti, con gli alunni delle classi terze.

Quest'anno il piano di attività relative all'orientamento, curato dalle responsabili di plesso Laura Cantamessa e Rosanna Bruno, è stato articolato i modo da ottimizzare l'utilizzo delle ore di lezione curricolari sacrificabili per dare spazio agli interventi delle Scuole Superiori.

Certo meritava che gli si dedicassero un paio d’ore l’incontro con i docenti del Liceo Classico, se non altro perché numerosi sono i pregiudizi riguardo a questo istituto.

Il discorso di presentazione della scuola del prof. Enrico Cico non a caso è iniziato proprio da una dimostrazione del fatto che le cosiddette lingue morte non sono affatto tali. Partendo da termini di uso quotidiano (multipla, magnum, cronologico, alfabeto, elettrocardiogramma, …) e passando ad esempi di termini tecnici (presi ad esempio dal campo medico, come epistassi o nosocomio) il professore ha dimostrato che ogni giorno si ricorre al greco senza rendersene conto.

Il latino e il greco dovrebbero quindi essere più propriamente considerate lingue straniere, parlate da popoli “altri”, lingue che appartengono a civiltà alle quali non apparteniamo, ma dalle quali discendiamo. Quelle classiche possono essere a ragione definite lingue a lunga gittata.

Un (pre)giudizio che spesso tiene lontani gli alunni da questa scuola è l’idea che sia più difficile, impegnativa delle altre. Il prof. chiarisce subito che l’offerta di scuole superiori è molto diversificata per la specificità delle proposte, ma non esistono “scuole semplici” da affrontare. Il successo negli studi dipende molto in ogni caso  dall’ottimizzazione dei tempi. Inoltre il programma oggi al Liceo Classico è svolto con ritmi che sono meno serrati di quelli d’un tempo: lo studio della grammatica greca è distribuito sui primi tre anni (anziché sul biennio) e lo studio della grammatica latina su quattro, non più su tre.

Nello studio di tutte le discipline inoltre c’è molta gradualità, pur mantenendo gli spazi dedicati ai percorsi di approfondimento.

Non è trascurato neanche l’orientamento scolastico: all’ultimo anno sono in programma incontri con l’Università per mettere gli alunni in condizione di fare una scelta consapevole.

Il prof. Cico ha deciso di chiudere l’intervento con quello che a suo avviso è un doveroso  accenno a quelli che sono i limiti del Liceo Classico “V. Alfieri”: l’edificio che lo ospita, legato da vincoli architettonici, dal momento che sorge sulla cripta di Sant Anastasio, ha problemi di carattere logistico (ad esempio non ha annessa la palestra). E’ però un particolare ben trascurabile se si tiene conto dello straordinario bagaglio culturale che questo percorso di studi garantisce ai suoi alunni.

Il mese seguente la visita del professore, i nostri alunni hanno avuto modo di iniziare a conoscere direttamente la lingua latina, con i corsi propedeutici tenuti dalle docenti di lettere Mariateresa Sollima e Monica Vajra. Gli iscritti sono stati molto numerosi, la quasi totalità degli alunni delle classi coinvolte nel progetto "Rudimenta latinitatis". Il timore era che l'esercito di "neolatinisti" si assottigliasse via via con il passare delle lezioni. La partecipazione si è invece mantenuta molto alta, nonostante la difficoltà degli argomenti trattati e l'impegno richiesto (svolgimento di compiti a casa e verifiche). 

Mancano due sole lezioni al termine di questi corsi trimestrali. Per i nostri alunni delle classi seconde è prevista per il prossimo anno la partecipare al secondo ciclo di lezioni del progetto, questa volta di durata annuale. Subito per loro ci saranno il meritatissimo attestato di partecipazione al corso e ... i compiti delle vacanze di latino!

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