LA MUSICA CHE FA RIFLETTERE AIUTA A RICORDARE

poster sulla giornata della memoria

un momento della lezione-concerto "la nota dolente"

Testo di Susanna Mazzetti e Emanuela Verri,

foto di Emanuela Verri e Filomena Amodeo

Sono passati 18 anni dall’emanazione della Legge 20 Luglio 2000 n. 211, con cui l’Italia istituì il Giorno della Memoria,

da allora, nelle Scuole d’Italia si dedica tempo e energie ad aiutare i ragazzi a comprendere la Shoah e quest’anno i ragazzi della Scuola Media Zandrino hanno avuto la possibilità di ricevere informazioni storiche, di riflettere e di vivere emozioni attraverso sollecitazioni inusuali, quali le testimonianze, le immagini veicolate da video e dal mimo e, soprattutto quelle offerte dalla musica, una musica che ha parlato loro della vita e della storia del popolo ebraico e non solo. Dietro ogni nota i ragazzi hanno scoperto le vicende di chi componeva e si esibiva a favore o contro il regime nazifascista, hanno sentito il dolore di chi ha cantato il senso di lacerazione e il lutto e la speranza di chi suonava nei ghetti e nei campi.

    Le occasioni offerte agli studenti sono state due: la prima si è attuata il 13 gennaio, approfittando di un sabato di rientro, preparato dai ragazzi, che, durante il  mese di dicembre hanno raccolto materiale storico, musicale ed artistico (guidati dalle prof.sse Gianoglio, Triberti, Doglione, Marcellino e Bianco). La mattinata è iniziata con  il canto “Go down Moses”, per introdurre una breve storia degli Ebrei, che, fin dall’epoca di Mosè, hanno viaggiato come popolo apolide, dando origine a diverse tribù nomadi che hanno incontrato difficoltà talvolta atroci e disumane nel loro perenne cammino. Nel corso della mattinata, i ragazzi hanno visto documentari e spezzoni di film significativi sulla vicenda dell’Olocausto e, soprattutto, hanno continuato a partecipare con il canto. Infine hanno riflettuto sui significati che la guerra porta con sé  e sulle conseguenze che ne derivano, prendendo in esame i movimenti pacifici, soprattutto quelli legati al concetto di razzismo e portati avanti da grandi uomini carismatici, quali Gandhi, Martin Luther King, Nelson Mandela, Aung San Suu Kyi e Silo.

la narratrice della lezione -concertoi musicisti della lezione-concerto

La seconda grande opportunità di riflessione e partecipazione è stata resa possibile  grazie al Progetto Diderot, linea “Silenzio, c’è Armonia”. I professionisti dell’Associazione La fabbrica dei suoni, ed in particolare Stefano Arato (fisarmonica), Federico Macagno (Clarinetto e Clarinetto basso), Marcello Trinchero (Tromba e Filicorno), Flavio Pannacci (Trombone ed Euphonium), la Divulgatore Maria Teresa Milano e l’attrice di teatro corporeo Silvana Scotto hanno regalato agli studenti della media e delle classi quinte primarie di Mombercelli, Agliano e Castelnuovo Calcea occasioni di riflessione e ascolto davvero uniche. Le note ci hanno fatto tornare a quel periodo storico in cui la radio scandiva i ritmi della vita familiare, il jazz consolava i soldati americani impegnati nella guerra, le marce segnavano il passo degli eserciti e le antiche melodie della tradizione ebraica creavano uno spazio rassicurante di memoria e identità per chi era confinato nel ghetto. La musica è straordinaria, ben lo sanno i poteri politici e le ideologie, e i nostri ragazzi hanno scoperto che la musica può essere buona o cattiva, può servire il regime e la sua poderosa macchina della propaganda o dare voce a chi protesta e cerca di resistere al male.

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