Si cresce solo se si è sognati - Esperienze di Metodologia di Pedagogia dei Genitori

I partecipanti

Articolo di Monica Avidano; foto di Roberta D'Amato

"Si cresce solo se si è sognati" (Danilo Dolci)

Con alcune colleghe, qualche anno fa, abbiamo avuto l’occasione di conoscere la Metodologia Pedagogia dei Genitori e in seguito di frequentare convegni, corsi e seminari, molte volte tenuti dal fondatore stesso della metodologia, il prof. Riziero Zucchi.

Da subito siamo rimaste affascinate dall’approccio tanto semplice, quanto efficace che la metodologia propone, un sistema collaudato ormai da 20 anni per cercare di creare armonia tra scuola e genitori, in una società dove la mancanza di fiducia tra queste due agenzie educative crea molti problemi.

Oggigiorno le famiglie sono sempre più sole nell’educazione dei figli ma, contemporaneamente  sono bombardate in continuazione da esperti di vario tipo per suggerire, consigliare, guidare, curare, con la conseguenza di  generare sovente nei genitori dubbi, insicurezza, sfiducia e togliendo dignità al ruolo del genitore.

La scuola, il cui ruolo principale  è sempre stato quello di dare dignità e valore alle persone, può ridare questa dignità, incrementando la consapevolezza dell’essere genitori, sostenendoli e facendoli sentire bene nel loro ruolo. 

Pedagogia dei Genitori sostiene metodologicamente la presentazione della famiglia, base per il patto educativo nel quale le competenze dei genitori e degli insegnanti si alleano nell’interesse del figlio-alunno. Il suo grande merito è di aver reso palese l’importanza di questi ruoli e di aver trovato degli strumenti per “far entrare  in relazione” genitori e insegnanti.

Lo strumento principale  è il GRUPP0 DI NARRAZIONE: due o tre volte durante l’anno scolastico si invitano a scuola, in un’apposita riunione, tutti genitori che desiderano partecipare e durante l’incontro si parla dei propri figli, mettendo  in comune parte della propria esperienza, che diventa esperienza anche per gli altri. Il bambino viene raccontato dai suoi massimi esperti che sono la mamma e il papà e gli argomenti sono sempre legati al percorso della sua crescita. La scuola offre uno spazio per potere fare questo, le insegnanti coordinano il gruppo ma non ci sono conduttori o facilitatori , si è tutti alla pari.

I partecipanti

 

Nel gruppo di narrazione occorre seguire alcune semplici regole:

 

  1. Si parla solo e sempre al POSITIVO 

 

  1. Si sceglie con responsabilità quello che si vuol dire (presentare il bambino al gruppo e come presentarlo al mondo), si racconta solo ciò che voglio far sapere, si può anche solo ascoltare. 

 

  1. Si narra a turno, ascoltando con attenzione chi sta parlando, non si interrompe, non si parla di sottofondo, non si fa dibattito, non si danno consigli. 

 

  1. Si raccontano esperienze vissute, non discorsi generali, si può parlare quanto si vuole, tenendo conto però del tempo e che tutti dovrebbero avere la possibilità di parlare.


Come scuola di Mongardino, anche noi quest’anno abbiamo voluto fare questa esperienza e siamo rimasti stupiti per la partecipazione e il coinvolgimento dei genitori che sono intervenuti ai due incontri proposti con molto entusiasmo e trepidazione.

Il primo incontro, svoltosi il 28 aprile 2019, era rivolto a tutti i genitori e hanno partecipato 23 famiglie, il tema era “PRESENTARE IL PROPRIO BAMBINO ATTRAVERSO TRE SUE CARATTERISTICHE POSITIVE”.

Sia le mamme che i papà presenti, prima con un po’ di difficoltà, ma man mano sempre più liberamente, hanno cercato tre cose belle del proprio figlio e raccontato qualcosa di lui, cercando di presentarlo al mondo con gli occhi di chi più lo ama e lo conosce. Anche le insegnanti presenti hanno parlato dei loro figli, cercando di creare una stessa linea di condivisione: siamo qui per parlarci su di un piano diverso, più emotivo, più affettivo, più vero.

Non sono mancati splendidi momenti di commozione e  di rivelazione che hanno stimolato empatia e condivisione.

Il secondo incontro, invece, il 21 giugno 2019, è stato dedicato solo ai genitori e ai bambini dell’ultimo anno, che sono stati invitati a presentare il proprio bambino alle future insegnanti di prima.

In questa occasione si è usato un altro strumento di Metodologia di Pedagogia dei Genitori: la SCHEDA DI PRESENTAZIONE, scritta in una prima parte dai genitori e in una seconda parte dai bambini (sotto forma di intervista raccolta dalle insegnanti).

 

Lo scopo della presentazione è la condivisione della conoscenza del figlio, in modo da costruire una genitorialità diffusa. I genitori usano il linguaggio della quotidianità, lo presentano ai docenti e agli altri genitori in termini evolutivi, seguendo il processo di crescita giorno per giorno. Si integra in questo modo la rete tra le agenzie che contribuiscono allo sviluppo della personalità dell’allievo, ciascuna con le sue competenze e specificità. I genitori presentano il figlio con l’immediatezza e l’empatia che li contraddistingue. Danno una visione a tutto tondo della sua soggettività, indicandone le caratteristiche, le preferenze, le relazioni all’interno della famiglia, le amicizie, le capacità che ha sviluppato e le sue potenzialità, elementi che solo lo stretto rapporto, come quello tra genitore e figlio, può far emergere. Non nascondono difficoltà o problemi, ma non li enfatizzano e propongono la personalità del figlio nella sua complessità. 

Per ogni bambino si è letta l’intervista fatta da loro e i genitori hanno presentato un breve scritto che tenesse conto dei seguenti punti:

Dopodiché  i bambini hanno consegnato alle insegnanti della futura prima il raccoglitore con i lavori svolti durante l’anno. 

Per i bambini vedere i propri genitori parlare di loro con molta emozione, essere presentati in base ai loro punti di forza anziché le loro mancanze, avere uno spazio speciale, dedicato solo a loro per “passare” alle cure di nuove insegnanti, per una nuova ed entusiasmante avventura, è stato un momento molto toccante, ma anche formativo.

Elaborati dei bambini

Per i genitori è stato importante (come ci hanno comunicato proprio loro), concentrarsi su ciò che di buono e di significativo occorreva scrivere, per far sì che il bambino fosse presentato nel modo più efficace e reale possibile.

Per noi insegnanti è stato il coronamento di un percorso durato tre anni, in cui abbiamo accolto dei cuccioli piccoli, a volte smarriti e li abbiamo visti crescere e fiorire per diventare dei bambini grandi, curiosi, pronti per la scuola primaria.

Elaborati dei bambini

Siamo molto grate al prof. Zucchi per averci accompagnate in questo percorso, al Gruppo di Asti di Pedagogia dei Genitori, con Isabella Sorgon che tiene le fila di questa Rete così speciale e a tutti i genitori di Mongardino che hanno accettato questa proposta (magari non proprio facile, ma molto importante) di mettersi in gioco.

Per chi volesse approfondire le tematiche di Metodologia Pedagogia dei Genitori http://www.pedagogiadeigenitori.info/

Per le insegnanti interessate alla Metodologia, cercheremo di organizzare a Montegrosso un incontro con il prof. Zucchi nel mese di settembre/ottobre 2019.

Informazioni aggiuntive