RAV 2017/'18 - Documentazione per la stesura e l'aggiornamento

 


La dottoressa Nervo durante il suo intervento

Il seminario di formazione organizzato dalla CISL Scuola “ Autovalutazione e RAV: un inizio o un adempimento?“ si è aperto con il breve  ma prezioso intervento di Martina Gado. La relatrice ha individuato nel RAV una risorsa irrinunciabile se vogliamo davvero favorire l’inclusività e garantire il successo scolastico a tutti gli alunni. Non vi può essere infatti effettivo miglioramento negli esiti senza una seria autovalutazione e la ricerca di nuove strategie da parte della scuola .

Il professor Trinchero, docente di pedagogia sperimentale all’Università di Torino, riallacciandosi a quanto detto dalla dott.ssa Gado, ha ribadito che migliorare gli esiti degli studenti è oggi tra i primi obiettivi della scuola. Uno dei problemi più sentiti dal corpo docenti è quello dei test INVALSI, spesso accusati di porre gli alunni di fronte a problemi che non hanno mai visto prima. Il fatto è, dice il professor Trinchero, che sono costruiti proprio con quella finalità, perché la scuola deve preparare i ragazzi alla vita ed essa, come i test INVALSI, ci impone continuamente il confronto con problemi inediti, tanto più nella nostra epoca, in cui il mondo cresce e cambia con una velocità impressionante.

 

Del resto a noi insegnanti non viene chiesto solo di migliorare gli esiti dei test INVALSI, ma anche di monitorare come evolve la capacità dello stesso ragazzo di affrontare queste prove nel tempo e ridurre l’ansia da test dello studente sottoponendogliene di continuo, commisurate però alle sue capacità.

Tutte queste nuove richieste non devono spaventare il docente: la scuola, come lo studente, crescerà affrontando nuove sfide e il RAV deve essere quello di una scuola che apprende, non di una scuola che si difende.

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